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Il Museo degli Orsanti di Compiano

Il Museo degli Orsanti tratta la storia degli Orsanti e in più generale delle genti dell'appennino settentrionale che, costrette a diventare girovaghi, nell'arco di alcuni secoli emigrarono in paesi lontani alla ricerca di una vita migliore. In maggioranza si tratta di commercianti provenienti dalla valle del Ceno e dalla valle del Taro e le loro specialità erano le esibizioni nelle strade e nelle fiere, suonando e mettendo in mostra scimmie, cani, uccelli, orsi e cammelli più o meno addestrati. Questi girovaghi venivano chiamati “orsanti” e, come ben documenta il museo, il fenomeno degli “orsanti” e più in generale dei girovaghi italiani continuò per secoli sotto il dominio di vari regni. Va rimarcato che ne furono vittime anche i bambini, che - data la miseria imperante - erano noleggiati dai girovaghi (i quali a volte li storpiavano per impietosire i passanti) o sparirono nel nulla in paesi lontani. Su pressioni interne ed estere finalmente il governo intervenne proibendo il rilascio del passaporto ai minori di 15 anni, ma fra le genti dell'appennino parmense, specie in Val Taro e Val Ceno, fu quasi una rivolta, la fame, infatti, rimaneva ............. Soltanto nel 1873 una legge mise fine a quest'aspetto dello sfruttamento minorile, vietando ai genitori e ai tutori di noleggiare i minori di 18 anni e ai girovaghi di condurli con sé.
Fra questi emigranti in ogni modo v'era un po' di tutto: venditori ambulanti (inchiostro, bottoni, pomate spacciate per miracolose, saponette, lumini e molte altre cose), musicanti, burattinai e coloro che esibivano mostruosità, animali rari o addestrati e insomma tutto quanto poteva stupire. Quasi tutte queste "professioni" ambulanti degli italiani cessarono anche per l'avvento di altre più redditizie e sicure, soprattutto all'estero: gelatai, venditori di pesce e patatine fritte, caldarrostai.
Fra questi emigranti in ogni modo v'era un po' di tutto: venditori ambulanti (inchiostro, bottoni, pomate spacciate per miracolose, saponette, lumini e molte altre cose), musicanti, burattinai e coloro che esibivano mostruosità, animali rari o addestrati e insomma tutto quanto poteva stupire. Quasi tutte queste "professioni" ambulanti degli italiani cessarono anche per l'avvento di altre più redditizie e sicure, soprattutto all'estero: gelatai, venditori di pesce e patatine fritte, caldarrostai.
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